Come eravamo

C’era una volta un’antica osteria…. No, non è l’inizio di una favola che i nonni raccontano ai bambini per addormentarli dolcemente.
Quell’osteria esiste davvero ed è lì dal 1890 ad accogliere i viandanti. L’antica Osteria Madonna dei Boschi, che gli avventori meno giovani amano chiamare nel nostro dialetto “ostu et la Madona”, si trova a Boves in frazione Roncaia a meno di trecento metri dal celebre Santuario che le dà il nome. Questo monumento d’arte sacra è a pieno titolo un gioiello nazionale ed è stato riportato da poco al suo antico splendore.
L’Osteria, cominciata a costruire nel 1883 da Giuseppe Barale, ha aperto al pubblico nel 1890, data confermata dalla Camera di Commercio di Cuneo in occasione della premiazione dei 100 anni di attività ricorsi nel 1990. Fin dai suoi primi passi l’Osteria ha abbinato alla funzione di ristorazione quella di locanda, dando riparo ed ospitalità ai viandanti, ai pellegrini ed ai turisti del tempo.
L’attività appassionata del fondatore è stata portata avanti dalla figlia Maria che, insieme al marito Pietro Bertaina, ha condotto l’Osteria la stessa abnegazione fino a metà del secolo scorso. I due coniugi non avevano figli, ma ben presto dovettero occuparsi della piccola nipote, Giovanna detta affettuosamente Giovannina, figlia del fratello della signora Maria, Ernesto Barale, rimasto vedovo prematuramente.
Giovanna, nata e cresciuta nella casa del nonno Giuseppe, ha respirato fin da bambina l’atmosfera della locanda facendo suoi l’amore e la passione dei suoi parenti per questa attività. Crescendo si è dedicata dedicata anima e corpo ad essa e, alla morte degli zii, non ha esitato ad accolarsi totalmente le fatiche dell’Osteria.
“Sono nata fra le mura di questa casa del nonno – racconta la signora Giovannina – e ho avuto modo vivere i momenti lieti e, naturalmente, quelli meno belli. Alcuni sono stati particolarmente spaventosi, durante la guerra, quando la rappresaglia nazista, tra il ‘43 ed il ‘44 , incendiò la nostra Osteria. Ancora oggi ritrovo i segni delle fiamme in una delle cantine. Scappammo a nasconderci nel Santuario e, grazie a Dio, non ci successe nulla.
In quel periodo ci rimmettemmo anche un bel po’ di denaro. Era un continuo viavai di gente armata: venivano i fasciti e ci dicevano ”Paga Mussolini!” , arrivavano i partigiani e la frase diventava “Paga Badoglio! Che spavento quando ad arrivare erano i tedeschi: mio zio si nascondeva, perchè era sempre molto rischioso per i capifamiglia, ed io ero costretta ad accompagnarli nelle camere per la perquisizione…”
La signora Giovanna nel 1956 si è sposata con Ferdinando Giordano che per molti anni ha aiutato la moglie nel lavoro in Osteria, pur mantenendo la professione di insegnante in qualità di tecnico di laboratorio al Liceo Classico di Cuneo.
Lo sviluppo economico degli anni ‘60 ha incentivato l’attività dell’Osteria che da semplice locanda e luogo di ritrovo ha cominciato ad ospitare comitive per pranzi nuziali ed i primi turisti francesi trasformandosi anche in ristorante.
“…era un lavoro duro – raccontano all’unisono gli anziani coniugi – provvedevamo noi a tutto: dal servizio di lavanderia alla cucina ed alla sala. Non era semplice reperire personale qualificato e le poche attrezzature non ci facilitavano poi molto…”
La presenza delle Polveriere e delle Caserme ha rappresentato un’ulteriore fonte di lavoro notevole soprattutto negli anni ‘70.
Fra i tavoli sotto le antiche volte a botte di questo locale sono passate tante persone e comitive: dai liceali di Cuneo e Mondovì a tante associazioni, per non parlare poi di personaggi famosi come il pittore Salveschi, il Dottor Risso, oppure l’avvocato di Andreotti, il politico Formigoni, il sindacalista Marini ed il giudice Caselli.
“Abbiamo sempre puntato sulla qualità dei nostri prodotti cucinati, del servizio e non abbiamo mai fatto pubblicità – sostiene Ferdinando Giordano – la nostra migliore pubblicità sono sempre stati i clienti che, con il loro passaparola ci hanno sostenuto e fatto conoscere… ”
Da molti anni ormai l’Osteria non è più una locanda che offre la possibilità di pernottare e nel 1992 i locali sono stati ristrutturati mantenendo però le caratteristiche di un tempo.
Fra i tavoli dell’Osteria sono cresciuti anche i due figli dei coniugi Giordano: il primogenito Giuseppe, nato nel 1958, attualmente ristoratore a Cissone nelle Langhe, e Gianmaria nato, nel 1961, che tuttora continua la tradizione con la moglie Mita… ma questa storia riguarda il presente…se vi va, andate a leggerla nella sezione “l’osteria“.